27a giornata di Serie A: Lazio e Juventus sempre più in alto, crollano Roma e Napoli

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La 27a giormata di Serie A lascia in rassegna due certezze: la Juve ed il suo scudetto sempre più cucito sul petto, ed il Parma, sempre più condannato ad una mesta e triste retrocessione tra i cadetti.

E sono 4. Ad aprire il turno di campionato sono proprio i bianconeri, nell’anticipo delle 18 di sabato che li vede di scena al Barbera, il fortino del Palermo. Contro i ragazzi terribili di Iachini la partita è di quelle ostiche, la Juve fatica ma alla fine ne esce vittoriosa grazie ad una perla al 70’ di Alvaro Morata , il gioiellino proveniente dalla Madrid blanca. 0-1 e (tre quarti di) scudetto in valigia per la Vecchia Signora, il quarto di fila.

Zeman bis. Poteva essere un dolce ritorno, quello del boemo, in terra sarda. Poteva, ma così non è stato. Merito di un Empoli mai domo, capace di riacciuffare il pareggio proprio quando le lancette davano per spacciati gli uomini di Sarri: il minuto è il 93’ e a far scendere il silenzio sul Sant’Elia, è il giovane Vecino. C’è da dire, ad onor del vero, che il Cagliari aveva ben  figurato per larghi tratti della gara, andando in vantaggio con un bel gol di Joao Pedro e mostrando segni di ripresa. Il pareggio è una doccia gelata per Zeman, ed ora la corsa alla salvezza si fa davvero complicata. Situazione diversa in casa Empoli: il pareggio strappato negli ultimi secondi, porta a 7 la striscia di risultati utili consecutivi.

Domenica bestiale.  Soli quattro match alle 15, colpa (o merito) degli impegni delle italiane in Europa. L’Inter ospita il Cesena nel posticipo.

Pari e patta. Si parte dalle dal pareggio ad occhiali di Bergamo tra Atalanta e Udinese. Per il suo debutto all’ “Atleti d’Italia” mister Reja avrebbe preferito i tre punti, ma il pareggio maturato contro l’Udinese di Stramaccioni (31 anni di differenza tra i due allenatori) è un risultato che permette ai neroazzurri di restare a  +4 sul Cagliari, in vista del rush finale per la salvezza. Reti bianche ma tante occasioni da una parte e dall’altra. La salvezza è vicina per i bianconeri, un po’ più complicata per l’Atalanta e un punto conquistato è meglio di un punto perso. Un pareggio alla volta: “Rome wasn’t built in a day”

“Clamoroso al Ferraris” verrebbe da dire. Il Genoa affonda in casa sotto ai colpi di uno spietato Chievo. A guidare la ciurma dei pirati clivensi è Alberto Paloschi, autore di una doppietta che gela il Marassi. Il bottino pieno è un grande passo verso la tanto agognata salvezza per gli uomini di Maran, un risultato figlio del gioco di squadra e della perseveranza. Si spengono, forse definitivamente, le speranze ed i sogni di gloria europei dei rossoblu, usciti dal campo accompagnati dai fischi delle gradinate. I troppi cali di concentrazione stagionali e il rendimento negativo in casa rendono amara una stagione iniziata nel migliore dei modi da Gasperini. Sognare, però, è gratis e questo Genoa può ancora dire (e dare) tanto.

Un’annata da dimenticare quella di un Parma sempre più in caduta libera verso la B. I noti problemi societari hanno svuotato dell’anima la squadra, e del calcio la città. A nulla vale l’impegno e l’allenamento settimanale del fisico quando la testa è assente. E così chiunque incroci la strada dei ducali ne esce pago e trionfante. Il Sassuolo domina in lungo e in largo l’incontro mandando al tappeto l’avversario con un roboante poker, merito del mattatore Sansone (doppietta e rigore procurato per lui) e di una squadra, quella di mister Di Francesco, che sta dando spettacolo in questa stagione. C’è gloria anche per Berardi e Missiroli, oltre che per l’autore di quello che si è rivelato il gol della bandiera per il Parma, Lila, mediano col vizio del gol. Gioco offensivo e spregiudicato sono la chiave del successo di un gruppo che sta meritando una tranquilla salvezza.

Lacrime napoletane.   (clicca qui)

Colpo gobbo a Milano del Cesena contro l’Inter. I bianconeri (non è la Juve, ma per lunghi tratti le somiglia) rischia di tornare a casa con i tre punti dopo una partita perfetta giocata che spegne, di fatto, i sogni di Champions di mister Mancini. Rischia anche di vincere la squadra di Mimmo Di Carlo, andata in vantaggio con Defrel, inseritosi coi tempi giusti tra le maglie (larghe) dell’immobile ed impacciata difesa nerazzurra. Gara pirotecnica e sempre aperta, con continui e repentini capovolgimenti di fronte. Si passa dal pareggio sfiorato, al possibile colpo del ko. Alla fine, dopo un gol annullato ingiustamente ad Icardi (una meravigliosa rovesciata vista in fuorigioco) ed un palo di Podolski (sotto gli occhi di Leuw accorso a Milano per osservare l’ex Arsenal) è Rodrigo Palacio a rendere meno amara la serata al Mancio. Per la salvezza il Cesena c’è, per il terzo posto, invece, l’Inter si chiama fuori. Luci (spente) a San Siro.

 

Articolo di Domenico Cicalese

 

27a giornata di Serie A: Lazio e Juventus sempre più in alto, crollano Roma e Napoliultima modifica: 2015-03-18T19:42:05+01:00da sportstation
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