ARRIVEDERCI CAMPIONE, CIAO!

gerrard anfield

 Il calcio perde un campione unico, una bandiera eccezionale. Steven Gerrard lascia il Liverpool dopo 17 stagioni, di cui 11 da capitano, e dopo aver alzato innumerevoli trofei come due FA Cup, tre Football League Cup, una Supercoppa Europea, una Coppa Uefa e nel 2005 la Champions League ai danni del Milan a Istanbul. In carriera Gerrard non ha mai avuto la fortuna di vincere la Premier League, titolo che al Liverpool manca da 25 anni e che il capitano dei Reds ha sfiorato lo scorso anno piazzandosi al secondo posto col suo club. Diciassette anni con la stessa maglia. Una vita in rosso spesa a centrocampo. A lottare, difendere, attaccare, impostare e soprattutto segnare, autore di 119 gol in 709 presenze con il suo Liverpool. Il saluto al suo stadio, Anfield Road, è uno spettacolo da brivido che resterà nella storia dei Reds e di tutto il calcio inglese. Gli spalti di Anfield durante l’ultima partita davanti al suo pubblico sono una cornice di striscioni, cori e applausi senza fine. La Kop, celebre curva dello stadio di Liverpool omaggia il suo capitano con una coreografia emozionante sulle note di “You’ll never walk alone”, inno leggendario del club.

Per il commiato del giocatore prima del match contro il Crystal Palace, le due squadre, compresa la terna arbitrale, si sono schierate a formare un picchietto d’onore per Gerrard, entrato in campo con le figlie.

“Quando staranno per terminare i miei giorni, non portatemi in ospedale, ma ad Anfield.

Qui sono nato e qui voglio morire”. Sono queste le celebri parole che Steven Gerrard ha voluto dedicare e con le quali ha espresso il suo amore infinito alla sua culla del calcio.

Per i pochi che non lo sapessero Steven Gerrard è il primo giocatore che viene inquadrato all’entrata in campo ad Anfield, casacca rossa, fascia “Captain” al braccio sinistro, numero otto sulla schiena. É quello che urla «Come On» ai compagni prima di salire nella bolgia che accompagna il Liverpool.

La dedica della sua autobiografia uscita nel 2008 dice: «Io gioco per John Paul», il cugino morto all’età di dieci anni durante la strage di Hillsborough. Perché nonostante le indiscusse qualità tecniche Steven è sempre stato un uomo che ha sempre dato tutto per la sua famiglia, i suoi compagni, per i tifosi e per la città, la sua, Liverpool.

Gerrard è una delle poche favole rimaste nel mondo del calcio. Ha sempre resistito alle pressioni di mercato rifiutando offerte lusinghiere dei maggiori club europei che promettevano, se possibile, di renderlo ancor più ricco e importante.

É sempre rimasto in quello che per lui non è mai stato né uno stadio né un tempio, ma semplicemente una casa, la sua casa. Quel posto dove ci si sente sicuri, dove è così naturale vivere, il luogo da proteggere ad ogni costo nel suo caso a suon di scivolate e gol. Dopo l’annuncio del suo addio al Liverpool di qualche mese fa, Gerrard volerà in America per giocare con i Los Angeles Galaxy, squadra in cui ha militato anche il suo compagno di nazionale David Beckham. Il suo non è un vero e proprio addio, ma un arrivederci perché quando il fisico non reggerà più la sua voglia infinita di giocare è pronto un contratto da dirigente con il suo club, nel suo stadio, nel suo tempio, nella sua casa, Anfield.

Articolo a cura di Adrea De Pietro

ARRIVEDERCI CAMPIONE, CIAO!ultima modifica: 2015-05-28T15:37:31+02:00da sportstation
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