Il Napoli pareggia e scivola al quinto posto. Bufera per l’arbitraggio. Reja può sorridere.

Napoli pareggia
Il gol di Pinillia

“E’ una vergogna! Tavecchio non può perdere in questo modo la sua credibilità. Un arbitraggio non da Serie A che falsa il campionato. In Inghilterra questo non sarebbe successo.”. (Comunicato Ufficiale della SSC Napoli)

Mastica amaro il Napoli al fischio finale del match di domenica sera contro l’Atalanta. Il comunicato parla chiaro: la Società dichiara guerra alle istituzioni. Tutto nasce in occasione del vantaggio bergamasco. Siamo al minuto 72, e su un innocuo tentativo di alleggerimento al portiere, il brasiliano Henrique, toccato da dietro da Pinilla (leggero contatto al piede sinistro del difensore), frana a terra e spiana la strada del gol all’attaccante cileno. 0-1 e il San Paolo si gela. L’arbitro Calvarese ed i suoi assistenti vedono tutto e lo giudicano regolare, scatenando l’ira dello staff azzurro e dell’intero stadio. Bisogna però sottolineare che il Napoli fino ad allora era apparso abbastanza lento e prevedibile nell’organizzazione della manovra offensiva, specie negli ultimi 20 metri. L’unico a dare freschezza al reparto d’attacco è stato il solito Higuain, come al solito indemoniato ed illuminante con le sue giocate. L’Atalanta, dal canto suo, arriva al San Paolo con il coltello tra i denti, ben chiuso e compatto, pronto a colpire in contropiede. Il primo tempo si conclude con due occasioni nitide per parte: un colpo di testa di Britos sventato prontamente sulla linea da un Denis in formato saracinesca, e dal tiro dal limite dell’area piccola scagliato alto dal Papu Gomez, trovatosi da solo davanti ad Andujar, dopo uno strano flipper nella retroguardia azzurra. Il secondo tempo, invece, sembra tutto in discesa per gli azzurri: dopo dieci minuti di gioco (55’), Calvarese manda sotto la doccia proprio Gomez, autore di un fallo su Callejon, che gli costa il secondo giallo. Il Napoli inizia a crederci e a circumnavigare l’area di rigore bergamasca senza però trovare le imbeccate giuste per chi staziona nella sedici metri avversaria. Si gira a largo, e i pochi traversoni giocabili che arrivano, sono facile preda della retroguardia nerazzurra, in netta superiorità numerica in quella zona del campo forte del “6 contro 2” che si veniva a creare ad ogni azione. Poi arriva la svolta della partita, il minuto 72. L’Atalanta passa in vantaggio e Benitez manda nella mischia Hamsik (al posto di un discreto Gabbiadini) e Zapata (subentrante ad un David Lopez sempre più in affanno) passando ad un disperato e squilibrato 4-2-4, puntando sulla presenza e sul fiuto del gol del colombiano. Il Napoli inizia un forcing disordinato e scriteriato ed al minuto 89, l’appena entrato Duvan stacca di testa nel cuore dell’area avversaria, imbeccato da una palla deliziosa del capitano slovacco. E’ 1-1 ed il San Paolo riprende a sperare. Invano, perché da quel momento in poi, è tutto un continuo di falli ed incomprensioni tra il direttore di gioco, giocatori e panchine. Finisce con l’espulsione di Benitez (entrato in campo convinto che l’incontro fosse terminato) e con i fischi assordanti dei tifosi indirizzati all’arbitro ed alla squadra.

Un ottimo risultato in chiave salvezza quello conquistato dai bergamaschi, i quali, con il terzo punto conquistato in tre partite, trovano un’importante continuità di risultati, abbinata ad una ritrovata tranquillità mentale, in vista della sosta della prossima settimana. Un pareggio al San Paolo fa sempre morale.  Per il Napoli invece si spalanca sempre più il baratro della crisi: il risultato maturato contro i bergamaschi spinge gli azzurri al quinto posto, superati dalla Samp delle meraviglie, e tallonati dalla corsa della Fiorentina. Lo scivolone azzurro è il frutto di un evidente calo fisico degli uomini di Benitez, costantemente in difficoltà nelle zone nevralgiche del campo, e dei pochi punti, solo cinque, raccolti nell’ultimo mese (la squadra non trova la vittoria, infatti, dal 23 Febbraio, giorno della vittoria sul Sassuolo). La sosta deve servire agli azzurri a riguadagnare le energie perdute e ricompattare un ambiente che sembra nettamente in fase di disfacimento, in vista del difficile (e decisivo) appuntamento del 4 Aprile contro la Roma.

 

A cura di Domenico Cicalese

Il Napoli pareggia e scivola al quinto posto. Bufera per l’arbitraggio. Reja può sorridere.ultima modifica: 2015-03-24T00:30:07+01:00da sportstation
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