Il Verona vince e inguaia Benitez: Lacrime napoletane.

detaIl tonfo della caduta di Verona si sente ancora, eccome, a Napoli.  L’eco del rumore sordo fa da sottofondo alla città. Pochi parlano dei fatti del Bentegodi, si preferiscono altri argomenti, si chiacchiera della visita del Papa di sabato o dell’eclissi di venerdì mattina.  Facce grigie come il cielo di questi giorni, facce contrariate, piene di collera. La rabbia è tanta e la delusione non è da meno perché,  si sa, perdere fa male, ma perdere a Verona è un fendente che va dritto al cuore dei napoletani. Per tutti i risvolti socio-storico-culturali del match e per il momento della stagione, quella contro i gialloblu doveva essere la partita della svolta, per scacciare via gli scheletri nell’armadio, per mettere a tacere le malelingue, per placare gli animi e per tenere a bada le veloci e spietate folate di una Lazio che sembra viaggiare, in prima classe, su un treno dell’Alta Velocità.

Sembra (anzi, lo è stato) tutto troppo facile per la Fatal Verona. Poco più che una passeggiata quella dell’Hellas, sceso in campo con il giusto piglio e la determinazione di chi ha fame e voglia di sbranare la preda per conquistare l’obiettivo stagionale della salvezza. Un’ ottima squadra quella di Mandorlini, portata alla vittoria dalla palese e costante superiorità numerica sulla mediana e sulle (disastrate e disastrose quelle azzurre) fasce laterali. Tante (e tanta) qualità, insomma, tra cui la quantità. La prova perfetta di un gruppo vero, sublimata dal lavoro impeccabile e (sempre più decisivo) di un Luca Toni che con i suoi 13 centri in stagione sembra essere tornare ai suoi tempi migliori, quelli in cui dominava le classifiche dei cannonieri nostrane e non solo. Era finito, dicevano.

Il Napoli in campo sembra non esserci sceso mai, troppo assente mentalmente e  molle fisicamente per poter contrastare le continue ed impetuose scorribande scaligere. Non sono pervenute tracce dei centrocampo e le maglie troppo larghe, e molto spesso assenti, della difesa hanno spianato la strada ai veronesi, liberi di poter affondare ogni qualvolta volessero. Due i colpi decisivi, uno per tempo, ai quali i partenopei non hanno saputo rispondere anche a causa dell’assenza pesante di un leader, emotivo e tecnico, quale è Gonzalo Higuain. Lasciare in panchina un giocatore così fondamentale per i meccanismi azzurri, in questa fase della stagione, è risultata una scelta infelice per Benitez, sempre più sulla graticola e criticato da tifosi e addetti ai lavori.

A Verona ne sono certi: di questo passo la salvezza è dietro l’angolo, e chissà che la squadra non riesca anche in qualche altro colpo gobbo alle big del campionato. Il Napoli ora è atteso ad una reazione forte e decisa se intende riacciuffare l’Europa che conta, e con la Lazio che scappa e con il fiato sul collo della Samp, risulta necessario tornare ad avere la stessa voglia, la testa e la fame delle famose, e indimenticabili, notti di Champions.

 

Articolo di Domenico Cicalese

 

 

Il Verona vince e inguaia Benitez: Lacrime napoletane.ultima modifica: 2015-03-18T19:37:58+01:00da sportstation
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