Lacrosse in Italia…ne parliamo con il presidente della FIGL Steven Whitford

lacrossePer parlare di Lacrosse, gioco antichissimo praticato dagli Indiani d’America, del suo sviluppo in Italia e delle prospettive future, abbiamo contattato il presidente della Federazione Italiana Giuoco Lacrosse  Steven Whitford. Oltre ad essere il presidente della federazione, Whitford è attualmente anche il giocatore italiano con il record di goal nel campionato e con la Nazionale azzurra. Ha vestito la maglia della Nazionale per ventisette volte in due Campionati del Mondo (Manchester 2010 e Denver 2014) e in una edizione dell’European Championship  (Amsterdam 2012)  segnando un totale di sessantanove goal. Nato in Australia nel 1965, si è trasferito in Inghilterra per giocare a Lacrosse ed è arrivato in Italia per amore. Se vi siete stupiti per il suo anno di nascita non vi preoccupate, siete in buona compagnia. Durante gli ultimi mondiali svolti a Denver in Colorado anche il commentatore di Espn, credendo ad un errore di stampa sulle formazioni ufficiali, è sceso in campo per chiedere conferma sull’età di Whitford.

Presidente come ha cominciato a praticare il Lacrosse?

«A otto anni a scuola. Il club locale di Lacrosse girava per le scuole per promuovere il gioco e far provare i ragazzi. Da lì mi sono appassionato e sono andato a giocare proprio in quel club. Questo della promozione nelle scuole è un modello che abbiamo riproposto in Italia e in particolare a Milano dove alcuni istituti hanno già acquistato l’attrezzatura. Speriamo di poterlo esportare a breve anche in altre città italiane».

Come è arrivato in Italia?

«Sono arrivato in Europa, più precisamente a Manchester per giocare a Lacrosse. In Inghilterra ho conosciuto mia moglie Cristina, che è di Perugia ed ho deciso di seguirla in Italia».

In questa stagione gioca con i San Marino Titans, ma ha giocato ed è stato allenatore per diverse stagioni nei Phoenix Perugia. Com’è entrato in contatto con i Phoenix ? 

«In modo decisamente casuale, attraverso un noto social network dove alcuni dei fondatori della squadra di Perugia avevano creato una pagina per pubblicizzarla. Tutto è cominciato da lì».

Come le sembra che si stia evolvendo il Lacrosse da quando ha cominciato a praticarlo in Italia?

«In linea generale bene, alcune città meglio di altre. A Milano per esempio la Bocconi Sport Team è una realtà importante, ha vinto le ultime tre edizioni del campionato e le ultime due della Coppa Italia. Nel capoluogo lombardo ci sono anche i Painkillers Milano Baggataway, alla loro prima partecipazione nel campionato maschile mentre in campo femminile sono presenti le Milano Baggataway, vincitrici delle prime due edizioni della Coppa Italia e attualmente prime nel campionato italiano femminile.

Anche a Torino il movimento sta crescendo molto con la squadra maschile dei Taurus.

Voglio citare i ragazzi dei Grizzly Prato che sono la squadra più giovane del torneo e potrebbero rappresentare il futuro del Lacrosse. Speriamo inoltre che l’ingresso della polisportiva Lazio nel mondo del Lacrosse sia importante per tutto il movimento».

Quali sono gli ostacoli maggiori alla diffusione di questo sport?

«Uno dei principali ostacoli sono i costi iniziali, che risultano più elevati rispetto ad altri sport. Per poter praticare il Lacrosse sono necessarie delle attrezzature che hanno dei costi non proprio economici. Un’altra problematica è senza dubbio la difficoltà a trovare spazi, campi e località dove poter svolgere allenamenti e partite. Anche a causa della grande diffusione del calcio, non è facile trovare campi disponibili dove giocare». 

Quest’anno per la prima volta il campionato italiano è suddiviso in due leghe: La Divisione Nazionale e la Lega Promozione. Le squadre che partecipano alla prima sono: Bocconi Sport Team, Roma Leones, Taurus Torino, San Marino Titans e PainKillers Milano. Nella seconda troviamo: Red Hawks Merate, Grizzlies Prato, Sharks Bologna e Lazio Lacrosse. Come mai questa scelta?

« Abbiamo deciso di fare queste due leghe per permettere anche alle società neo formate e a quelle con problemi di organico di partecipare comunque ad un campionato. Infatti nella Lega Promozione si gioca sette contro sette invece che dieci contro dieci. Quest’anno un’altra novità importante che abbiamo introdotto è il sistema dei prestiti. Questo meccanismo dà la possibilità ad un giocatore di una squadra della Divisione Nazionale di andare a giocare con una squadra della Lega Promozione e viceversa. In questo modo, i giocatori della Divisione Nazionale che giocano meno nelle proprie formazioni possono comunque fare esperienza nell’altro campionato. Nel caso inverso, un giocatore che si mettesse in luce nella Lega Promozione potrebbe misurarsi anche con avversari della Divisione Nazionale. Gli unici giocatori che non possono andare in prestito sono coloro che fanno o hanno fatto parte della Nazionale Italiana».

Il campionato femminile invece come procede?

« Il campionato femminile era composto da quattro squadre ma è notizia di pochi giorni fa che le Edelweiss Torino si sono ritirate dalla competizione, quindi sono rimaste in tre: Milano Baggataway, Roma Leones e Phoenix Perugia. Purtroppo quest’anno il campionato femminile sta avendo delle difficoltà a causa delle grandi distanze che le squadre devono percorrere per andare a giocare in trasferta. Per quanto riguarda la Nazionale femminile, abbiamo nominato come allenatrice capo Angela McMahon che è l’head coach della squadra femminile della Università del Massachusetts. E’ un ottimo allenatore e siamo certi che aiuterà molto la crescita delle ragazze. Quest’estate la Nazionale femminile parteciperà al torneo Austrian Open 2015 che si svolgerà a Vienna tra il diciannove e il ventuno Giugno mentre ad Agosto prenderà parte ai Campionati Europei di Praga 2015».

Qual’è l’obiettivo per il Campionato Europeo femminile di quest’estate ?

« L’obiettivo delle azzurre è quello di partecipare. Una manifestazione del genere permetterà alle ragazze d’imparare molto e accumulare esperienza».

Tornando a parlare di lei, è vero che ha lasciato la Nazionale?

«Sì è vero, ho 50 anni ed è ora di lasciare spazio ai più giovani. Rimarrò comunque nello staff azzurro».

La scorsa estate ha partecipato al mondiale che si è tenuto a Denver in Colorado, USA. Cosa può raccontarci di quell’esperienza nella patria del Lacrosse?

«Il mondiale è stato un evento magnifico. Denver è una città in cui tutto lo sport è molto seguito. Le persone per strada ci riconoscevano ed erano anche molto informate sul Mondiale e sulle squadre che vi partecipavano. Sono molto contento di aver avuto la possibilità di incontrare la Nazionale Iroquois, la squadra nazionale dei Nativi d’America, che nel 2010 non aveva potuto partecipare per problemi burocratici. Ricordo molto volentieri anche il quadrangolare che giocammo a Rimini prima di partire per gli Stati Uniti. In quell’occasione abbiamo avuto la possibilità di giocare contro la squadra dell’Università di Notre Dame, una squadra composta da una selezione di giocatori inglesi e la Norvegia».

Al Campionato del Mondo vi siete classificati al diciannovesimo posto, come giudica questo risultato?

« Credo che sia il miglior piazzamento a cui potevamo aspirare, per noi le prime dieci squadre del mondo sono ancora inavvicinabili».

Il prossimo appuntamento per la nazionale italiana maschile è l’Europeo del 2016, qual è l’obiettivo che vi siete prefissati?

 « Il livello del campionato italiano è cresciuto abbastanza per permetterci di partecipare alla prossima edizione dell’Europeo convocando solo tre oriundi. Questa decisione è stata presa anche per dare la possibilità a più giocatori del nostro campionato di cimentarsi in campo internazionale e incrementare così la loro esperienza. Se poi riuscissimo a concludere il torneo con gli stessi risultati delle precedenti edizioni potremmo ritenerci pienamente soddisfatti».

In conclusione, il suo mandato termina nel 2016 quali sono gli obiettivi della federazione fino a quella data?

« Gli obiettivi sono in sostanza due. Promuovere il Lacrosse nelle scuole e far praticare questo sport al numero maggiore possibile di giovani».

Articolo di Luca Scarani

Lacrosse in Italia…ne parliamo con il presidente della FIGL Steven Whitfordultima modifica: 2015-04-22T23:40:57+02:00da sportstation
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