Lacrosse: storia e regole

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“Lacrosse” di Daniel Steger

In Italia si sta diffondendo uno sport che qualcuno di voi potrebbe aver visto in alcuni film come “American Pie” o in serie tv come “Teen Wolf”. E’ il Lacrosse. La prima volta che fui invitato a vedere una partita dagli amici dei Phoenix Perugia Lacrosse nel 2009, ci andai più per cortesia che per piacere. Pioveva, faceva freddo ed io e la mia cagnolina non avevamo portato neanche un ombrello. Vidi un gioco rude fatto di contatto fisico, corsa e abilità nel controllo della palla con la stecca. Non fu amore a prima vista ma giorno dopo giorno apprezzai sempre più quel nuovo sport, finendo poi, poco tempo dopo, per praticarlo proprio con i Phoenix Perugia.

Il Lacrosse è un gioco con origini antichissime, praticato dalle popolazioni degli Indiani d’America. Si gioca con delle stecche, alla cui estremità si trova una sacca di rete che è chiamata in inglese head. Quest’ultima serve a contenere una palla di gomma dura che ha un peso di circa centocinquanta g e venti cm circa di circonferenza. Le stecche hanno differenti lunghezze in base al ruolo del giocatore, più lunghe per i difensori e più corte per centrocampisti e attaccanti. Lo scopo del gioco è quello di segnare nella porta avversaria. I giocatori possono tirare e passare la sfera utilizzando la stecca oppure correre mantenendo la palla nella head. La squadra che difende può recuperare la sfera intercettando un passaggio o colpendo il giocatore che ha il possesso della palla per farla cadere dalla stecca di quest’ultimo. Il contatto è  permesso anche tra i giocatori nelle immediate vicinanze della palla se questa è sul terreno di gioco. La palla una volta a terra può essere raccolta con la stecca oppure calciata, è invece assolutamente vietato il controllo con le mani (tranne per il portiere che può toccarla ma mai bloccarla ).

Il goalie o portiere, difende una porta di un metro e ottanta sia di altezza che di larghezza, che si trova all’interno di una piccola area circolare nella quale nessun giocatore avversario può entrare se non con la stecca. Il portiere dispone di una head  più larga di quella degli altri giocatori, la utilizza per parare o effettuare un passaggio ma può comunque fermare la palla con qualsiasi parte del corpo. Come detto il contatto fisico è parte integrante del gioco ed è fortemente regolamentato, per questo tutti i giocatori utilizzano delle protezioni come: caschi, paraspalle, paragomiti, sospensori e paradenti che sono obbligatori.

Un incontro dura ottanta minuti, divisi in due tempi da quaranta minuti, a loro volta suddivisi in due quarti da venti minuti. Il numero dei giocatori per squadra è dieci con un portiere, tre difensori, tre centrocampisti e tre attaccanti. Spiegare nel dettaglio tutte le regole del lacrosse risulterebbe un processo molto lungo e probabilmente anche noioso per il lettore. Chi volesse approfondire può consultare il sito della FIGL (federazione italiana  giuoco lacrosse) .

Il lacrosse originariamente chiamato “baggataway” era praticato già nel 1400 da diverse tribù dei nativi americani. Rappresentava non solo un modo per risolvere dispute tra le tribù e addestrare i guerrieri ma anche un rituale religioso. Le partite infatti erano precedute da balli, canti e urla da parte dei partecipanti e degli spettatori per richiamare l’attenzione degli Dei. Gli incontri potevano durare diversi giorni e si interrompevano la notte per poi ricominciare la mattina seguente. I campi non avevano dimensioni standard tant’è che si racconta di partite in cui il terreno di gioco era di diverse miglia. Anche il numero dei partecipanti non era regolamentato e si poteva arrivare ad avere alcune centinaia di giocatori per squadra.

Il primo a documentare una partita di lacrosse fu un missionario gesuita, Jean de Brebeuf, il quale assistette ad un incontro nella regione del lago Ontario nel 1636 e lo definì: “il gioco del diavolo”.

Il nome attuale del “baggataway” si deve ai missionari francesi che notarono una certa somiglianza tra il bastone utilizzato per giocare e quello dei vescovi, il pastorale o crosse.

In Canada dal 1800 i francesi iniziarono a praticare il Lacrosse ed è ad un dentista canadese, George Beers, che si deve la coniazione delle prime regole moderne nel 1867.

Nel 1877 fu fondata la prima squadra di lacrosse dalla New York University a cui si aggiunsero poi molte altre.

Il Lacrosse è stato sport olimpico nel 1904 e nel 1908 mentre ha partecipato come sport dimostrativo nelle edizioni del 1928, 1932 e 1948.

Nel 1967 si sono svolti i primi campionati del mondo e dal 1974, anno della fondazione della federazione internazionale di lacrosse (IFL), si svolgono regolarmente ogni 4 anni.

In Canada è attualmente considerato uno degli sport nazionali mentre negli Stati Uniti oltre alle due leghe professionistiche, Major League Lacrosse MML e la National League Lacrosse NLL (che si occupa della variante indoor ), è ampiamente diffuso nei colleges e nelle high schools.

In Italia esiste un campionato nazionale non professionistico a cui si aggiunge la coppa Italia ed un campionato femminile. La situazione del lacrosse italiano tuttavia verrà affrontata la prossima volta con approfondimenti ed interviste.

 

Articolo a cura di Luca Scarani

Lacrosse: storia e regoleultima modifica: 2015-03-18T19:47:51+01:00da sportstation
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