Liverpool-Manchester United: Red afternoon

Lo United vince ad Anfield 1-2. Mata decide il match con una doppietta e una prestazione strepitosa. Liverpool KO, tradito da Gerrard, rosso diretto a inizio ripresa. A nulla serve il gol di Sturridge.

Mata

Il big match della trentesima giornata di Premier League è un classico del calcio inglese, Liverpool-Manchester United. Il teatro è Anfield, le protagoniste sono due formazioni alla ricerca di una qualificazione nell’Europa che conta per l’anno prossimo.La cornice, da brividi, è il coro “You’ll never walk alone” intonato dalla Kop. Match del genere sono sempre segnati dalle giocate dei grandi campioni e il ritorno del derby d’Inghilterra non delude le attese.

La partita comincia sotto i buoni auspici per i Red Devils, si vede che Van Gaal ha trovato la quadratura del cerchio con il 4-1-4-1, con Carrick perno di centrocampo e Rooney unica punta. Il Liverpool, ancora imbattuto nel nuovo anno, si presenta con il solito 3-4-3. Reds che corrono tanto ma a vuoto, infatti il possesso palla del Manchester è sfiancante, fin quando Herrera trova il corridoio giusto per Mata che con un diagonale preciso e angolato firma l’uno a zero per lo United. La svolta del match si ha al rientro in campo dagli spogliatoi, Steven Gerrard rileva Lallana, 40” di gioco, pestone voluto e violento su Herrera e rosso diretto per l’uomo simbolo del Liverpool che lascia i suoi in inferiorità numerica. Follia inspiegabile, quella di Gerrard che lascia il campo a testa bassa al suo ultimo derby d’Inghilterra, capendo, immediatamente da grande giocatore, il suo grave errore. Non è il primo e non sarà l’ultimo, prima di lui Zidane, Totti, Ballack, Ibrahimovic, per citarne alcuni, sono stati protagonisti di gesti scellerati, ma non ci si aspetta mai da questi grandi campioni delle reazioni simili, soprattutto dal capitano dei Reds, cuore e anima storica di questa squadra, ma spesso ci dimentichiamo che oltre ad essere atleti straordinari sono anche uomini comuni come chiunque altro con la sola differenza che la loro dote calcistica li ha portati nell’Olimpo del calcio internazionale. Dunque la logica vorrebbe che con l’uomo in più lo United prenda campo e che l’espulsione di Gerrard demotivi la squadra di Rodgers. Accade tutto il contrario. Il Liverpool prende coraggio e convinzione nei propri mezzi, comincia a premere alla ricerca del pareggio, ma nel momento di spinta maggiore subisce lo 0-2. Grande percussione di Di Maria che con un cross morbido manda in porta Mata, che si inventa un gol-capolavoro, in sforbiciata sul secondo palo.

Entra anche Balotelli nelle fila del Liverpool per l’assalto finale, ma invece di essere protagonista con le sue giocate, è protagonista di risse e falli inutili. A venti minuti dalla fine, Sturridge accorcia le distanze ma è solo un’illusione. C’è anche spazio nei minuti finali per un calcio di rigore per il Manchester che potrebbe chiudere anzitempo il match, ma Rooney (peggiore in campo dei suoi) si fa ipnotizzare da Mignolet.

Finisce 1-2 ad Anfield per lo United che vince esprimendo sia un buon calcio, che soffrendo come solo una grande squadra sa fare. I Red Devils, in questa stagione per la prima volta da anni fuori dall’Europa, hanno fatto prestazioni discordanti, capaci di grandi risultati ma di partite regalate agli avversari senza nemmeno lottare (giocare?). Posizionati in quarta posizione a più cinque proprio dal Liverpool, gli uomini di Van Gaal sperano e credono al ritorno in Champions League per l’anno prossimo. Il Liverpool non riesce a vendicare il 3-0 dell’andata all’Old Trafford e conosce la prima sconfitta nel 2015, dopo aver ottenuto grandi risultati da gennaio ad oggi. Ai Reds, eliminati dalla Champions, “retrocessi” in Europa League, sconfitti dal Besiktas anche lì, resta solo il campionato da terminare almeno in un posto utile per la coppa minore.

Articolo di Andrea de Pietro

 

Liverpool-Manchester United: Red afternoonultima modifica: 2015-03-23T17:25:36+01:00da sportstation
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