Time Out: Petrucci, il Basket Italiano è davvero in salute?

 

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Il Presidente della FIP Gianni Petrucci

 

Due sono i temi su cui il Presidente della FIP, Giovanni Petrucci, insiste con particolare veemenza dal suo insediamento nella Federazione di Via Vitorchiano: l’importanza di schierare giocatori Italiani a scapito degli Extracomunitari e la buona situazione in cui versa sostanzialmente il Basket nazionale.

Ci soffermeremo su questa seconda affermazione. Possiamo ad oggi affermare che l’attività cestistica italiana, almeno ad alti livelli, goda di buona salute? E’ davvero così?

Prima di dare una risposta definitiva alle parole di Petrucci, andiamo ad analizzare alcuni dati relativi a questa stagione e a quelle più recenti che possono venirci in aiuto. Nel campionato di Lega Gold 2014/2015 (La seconda Lega nazionale) sono fallite  due società che hanno ritirato le rispettive squadre dalla competizione: Veroli e Forlì. Un’altra squadra, Napoli, è costretta a ruotare solo 5 giocatori professionisti, mandando spesso in campo l’U19. Infine Barcellona ha avuto diverse difficoltà economiche che ne hanno a lungo messo a rischio la sopravvivenza. Anche diverse società di Lega A mostrano problemi economici, dalla Virtus Roma, alla Pasta Reggia Caserta e alla Consultinvest Pesaro, fino alla stessa Emporio Armani Milano, prima forza del campionato, che se non fosse per lo sconfinato amore per la palla a spicchi del suo proprietario sarebbe già fallita da tempo.

L’anno scorso, in Lega Silver, abbiamo assistito a due defezioni avvenute a campionato in corso: Firenze e Lucca. Due fallimenti post campionato sono avvenuti invece in Serie A: Siena e Montegranaro, con quest’ultima che, a causa dei problemi economici, aveva già rinunciato da Gennaio a tutti i suoi giocatori stranieri.

Negli ultimi tre anni sono sparite, ricominciando dalle leghe minori, alcune realtà storiche per la pallacanestro nostrana. Oltre alla stessa Siena, ricordiamo la Fortitudo Bologna e Treviso, realtà affermate non solo a livello nazionale, ma anche a livello Europeo.

Se la situazione economica non sembra rosea, lascia perplessi anche la dichiarazione del Presidente Federale secondo cui il Basket sarebbe il secondo sport nazionale dietro al Calcio. Sono infatti note le difficoltà di rendere appetibile il prodotto cestistico al pubblico nostrano, con le partite di cartello della massima serie relegate su RaiSport, dove non arrivano a 200.000 spettatori di media.

Ci si domanda inoltre come sia possibile che nel 2015 si proibisca la diretta televisiva dei match da parte dell’emittente della squadra di casa per paura di trovare il palazzetto sconsolatamente deserto.

Infine, nonostante 313.000 tesserati, i palazzi sono spesso drammaticamente vuoti o lontani dall’essere sold-out. L’esempio più lampante risulta essere quello della squadra capitolina, la Virtus Roma, che a fatica riesce a raggiungere i 2000 spettatori a partita, nonostante una finale ed una semifinale scudetto negli ultimi due anni.

Non stupisca quindi se chi scrive si trova in profondo disaccordo col Presidente federale. Non solo il Basket Italiano non è in salute, ma anzi è gravemente malato. Se non si troverà presto una cura la malattia rischia di cronicizzarsi e difficilmente ci si riuscirà a risollevare.

 

Articolo a cura di Federico Di Somma

Time Out: Petrucci, il Basket Italiano è davvero in salute?ultima modifica: 2015-03-26T15:25:17+01:00da sportstation
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